In vino felicitas

15 Gennaio 2026

di Manuel Lantignotti

Sabato 10 gennaio è andato in scena a Cassano Valcuvia lo spettacolo Ora Felice della compagnia Qui e Ora, che trasforma lo spazio teatrale in un locale durante l’inaugurazione. Infatti la platea viene sistemata come se ci trovassimo all’interno di un pub, dove il pubblico è dislocato su diversi tavolini rivolti verso il palco, con il proprio bicchiere di vino e qualcosa da stuzzicare.

Sul palco troneggia Dj Bacco, un disc jockey ‘demoniaco’, che ancora prima che cominci lo spettacolo, si prende l’incarico di intrattenere e moderare la serata, attraverso i propri interventi e i molti strumenti di cui dispone, facendo da contrappunto fondamentale all’intero spettacolo. Il fatto di entrare in teatro ed essere già nella scena, permette al pubblico un’immersione immediata e il confine tra teatro e realtà si assottiglia.

Le protagoniste sono due donne, una coppia, che ha deciso di lasciare la propria vita. Un’ex giornalista e un’ex produttrice musicale, ci raccontano i motivi per cui hanno deciso di rilevare un vitigno, aprire un locale e cominciare la produzione di vino abbandonando le proprie vite, motivando con un lungo elenco, sotto forma di brindisi, tutti le ragioni per cui siamo ingabbiati, siamo perduti. Un elenco che risuona nel pubblico come qualcosa di vero e potente. Le motivazioni per abbandonare tutto sono tante, come lo sono tutte quelle che ci portano a cercare la pace, l’illusione di poter raggiungere la felicità che da sempre idealizziamo, la vita perfetta che le due sostengono finalmente di aver raggiunto. A metà spettacolo, però, arriva la terza protagonista, l’ex compagna della produttrice musicale che si spaccia per critica enogastronomica e che funge da personaggio di rottura di questa bolla apparentemente indistruttibile.

E qui cominciano le contraddizioni della nostra società e di questo modo di pensare. Il secondo punto di vista ci mostra la realtà di vivere isolati e lontani dal mondo, utilizzando il bipolarismo tra queste due donne totalmente diverse. Una è l’amore calmo, giusto, pacato e che ti fa sentire sempre tranquillo, compreso ma molto spesso annoiato, anestetizzato. L’altra è l’amore impetuoso, carnale, viscerale e che non lascia tregua, non ti fa mai prendere respiro, che è vitale ma allo stesso tempo drenante e spesso tossico. Questi sono i due poli attorno a cui la felicità individuale ruota, la costante indecisione tra una vita tranquilla e una vita spericolata.

I temi del vino e della musica sono centrali, tutto lo spettacolo è costruito utilizzando metafore che riguardano o uno o l’altro argomento e nell’apparente anarchia e forza dei quattro attori possiamo ritrovare una precisa costruzione scenica, passando da momenti esilaranti a momenti di profonda riflessione. Le Qui e Ora dimostrano ancora una volta che hanno coraggio e voglia di sperimentare, di trovare nuove forme di rappresentazione.

L’ora felice è anche quella che passa lo spettatore quando si ritrova immerso e spiazzato in un modo di fare teatro non convenzionale.

guest

0 Commenti
Vecchi
Più recenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti