Il coraggio di attraversare il mondo

21 Maggio 2026

di Manuel Lantignotti

Il 9 maggio, a Orino, nell’ambito della rassegna Teatro Diffuso di Teatro Periferico, è andato in scena Storia di Nina, spettacolo prodotto da Altre Tracce con la regia di Valentina Maselli.

La scena si presenta come una piccola architettura fragile, quasi un disegno aperto davanti agli occhi del pubblico: una casa essenziale, fatta di contorni, superfici e oggetti quotidiani. È il mondo in cui Nina si rifugia, un luogo che sembra proteggerla ma che, poco alla volta, si trasforma anche in una prigione silenziosa. Tutto ciò che sta fuori da quel perimetro appare enorme, imprevedibile, perfino minaccioso. Così Nina sceglie di restare dentro, aggrappata alle sue abitudini, mentre qualcosa di oscuro inizia lentamente a occupare lo spazio.
Quella presenza scura, una polvere che si insinua ovunque, diventa il cuore emotivo dello spettacolo. Non viene raccontata come un mostro vero e proprio, ma come una compagnia tossica e familiare, qualcosa che cresce nell’immobilità e nel timore. È fatta di rinunce minuscole, di parole trattenute, di occasioni lasciate scivolare via. Lo spettacolo riesce a parlare di questo con immagini semplici ma estremamente riconoscibili: la paura di esporsi, il desiderio di nascondersi, la tentazione di restare dove nulla può ferirci, anche a costo di smettere davvero di vivere.

La forza della messinscena sta soprattutto nel linguaggio visivo e fisico. I due interpreti costruiscono una relazione scenica precisa, mai eccessiva, capace di parlare ai bambini senza semplificare ciò che gli adulti leggono tra le righe. C’è un equilibrio raro tra leggerezza e malinconia: si sorride, ma con la sensazione costante che quella polvere appartenga anche a noi.
Ed è proprio qui che Storia di Nina colpisce. Dietro la struttura di una fiaba contemporanea, lo spettacolo racconta qualcosa di profondamente umano: il rischio di abituarsi alle proprie paure fino a scambiarle per casa. Il finale, invece, apre uno spiraglio diverso. Non promette liberazioni definitive, ma suggerisce movimento, possibilità, aria. Un invito ad attraversare il mondo nonostante tutto, accettando che il coraggio non sia assenza di paura, ma il gesto di uscire comunque dalla porta.

guest

0 Commenti
Vecchi
Più recenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti